Poesia femminista

Donne angelo, stilizzate, dai capelli d'oro e voce soave. Donne malefiche, streghe capaci di compiere i peggiori sortilegi, infide, rabbiose e da tenere prigioniere. Il femminile, per secoli, è stato rappresentato dagli scrittori in una chiave irreale e limitante, soffocando, per secoli, la verità delle donne. Esse sono state inserite in un binomio: ora sante e pudiche; ora megere temibili.


Gli uomini hanno raccontato solo la loro visione, debellando quella femminile: le testimonianze sono prettamente maschili e la narrazione creata da questi, spesso, è stereotipata o filtrata attraverso un’ottica deformata. Alle donne, in tempi remoti, era impossibile scrivere di sé e dovevano ricorrere a stratagemmi vari come, ad esempio, quello di usare un nome maschile, nascondendo la loro vera natura. Ciò ha condotto, inevitabilmente, ad avere un solo punto di vista che, tante volte, non rispecchia la realtà delle cose.


Se dovessi pensare alla visione di una donna tangibile, umana e imperfetta, il primo nome che citerei, senza dubbio alcuno, sarebbe quello di Anne Sexton.


Fragile, impetuosa come le onde del mare in tempesta, rinnovatrice e libera, ha saputo rivoluzionare la poesia del secondo Novecento scrivendo di aborto, masturbazione, sesso, pulsioni, lesbismo e violenza. Il suo è un poetare carico di immagini vivide e sofferte, senza inibizione, privo di reticenza e scevro di tensione. I suoi versi sono un connubio di verità e dramma, dolore e ironia, sensualità e fervore. Il femminismo si esplicita nella sua forza verbale, portando alla luce una donna in cui identificarsi.


Sexton, mediante i suoi versi, parla di argomenti considerati ancora tabù e, soprattutto, mai trattati. Rara, infatti, era la rappresentazione delle pulsioni sessuali femminili. Solitamente, l’intimità della donna, in coppia o in solitaria, non era ritenuta una tematica degna di esser osservata. La Sexton dona valore al femminile e mette in scena il teatro del vero. Allestisce un’opera dolorosa e intensa, seduce lo spettatore e allieta la spettatrice che, finalmente, si sente nei suoi versi.


Le donne, infatti, ancora oggi, quando leggono la Sexton riescono a vedersi per ciò che sono: figure colme di sfaccettature, complesse come ogni singolo essere umano. Finalmente, le lettrici riescono a identificarsi in un personaggio, a percepirsi in ogni verso e vestirsi, attraverso le regole della poesia, di bellezza ed essenza.


Se dovessi consigliare una poetessa, quindi, non potrei che fare il nome di Anne Sexton: colei che parla alle intermittenze del cuore e vi riesce in modo sublime e sincero.


A cura di Lorenza De Marco