Covid: allarme rosso dal mondo dello spettacolo


Il 21 febbraio 2020 veniva ricoverato presso l’ospedale di Codogno il primo paziente italiano affetto da Covid-19. Da allora, ogni aspetto della nostra vita è cambiato e moltissime attività hanno dovuto fare i conti con chiusure inaspettate e protocolli di sanificazione per contenere la diffusione del virus.

Uno dei settori lavorativi che ha pagato il prezzo più alto della pandemia è quello dell’intrattenimento: cinema, teatri, sale da concerto e locali notturni sono rimasti chiusi per buona parte dello scorso anno e hanno continuato ad esserlo nei primi due mesi del 2021. Per questo motivo, nella giornata del 23 febbraio i lavoratori del mondo dello spettacolo, coordinati dall’associazione “Bauli in Piazza”, hanno preso parte ad una mobilitazione nazionale svoltasi contemporaneamente in venti città italiane tra cui Milano, Roma e Napoli.

La mobilitazione, organizzata nell’ambito della campagna Un anno senza lavoro, un anno senza eventi, punta a sensibilizzare pubblico e istituzioni riguardo all’emergenza senza precedenti che ha travolto lavoratori e aziende impegnati nell’organizzazione di spettacoli e eventi: a fronte di un anno di stop pressoché totale delle loro attività, il settore si trova immerso nel silenzio e nell’incertezza, non vi sono date o indicazioni precise per la ripartenza e molti locali rischiano il fallimento.

I professionisti di spettacolo e cultura danno l’allarme, chiedendo non solo sussidi e aiuti economici per sostenere se stessi e le loro famiglie, ma soprattutto risposte da parte del Governo riguardo a quanto accadrà nei prossimi mesi, nell’auspicio di una ripresa delle attività, con una ripartenza degli eventi all’insegna della sicurezza e il rispetto delle normative di prevenzione.


Bauli in Piazza

Il movimento We Make Events, nato in Nord America a settembre 2020, ha ispirato gli operatori nostrani a riunirsi per far sentire la propria voce e proteggere il settore dell’intrattenimento. Il team di Bauli in Piazza (We Make Events Italia) si è riunito per la prima volta il 10 ottobre 2020 con un flash mob presso Piazza Duomo a Milano e si fa portavoce di tutti gli addetti nella filiera degli eventi, delle fiere, dei congressi e degli spettacoli dal vivo. I lavoratori che lo scorso anno sono scesi in piazza nella capitale lombarda hanno le idee chiare: dai tecnici delle luci agli artisti, ognuno ha bisogno di tutele e di informazioni riguardo il proprio futuro.





L’ultimo concerto?

I dati provenienti dall’industria degli eventi live sono certamente allarmanti: da febbraio 2020 a febbraio 2021, ben 15.000 eventi annullati, con una media di 63.000 euro di spese fisse per ogni live club italiano da sommare a 330.000 euro di mancati introiti. Ad oggi, il 49% dei club non sa se riuscirà a riaprire al termine dell’emergenza sanitaria.

I live club che collaborano con il progetto Ultimo Concerto hanno iniziato la loro missione a gennaio, pubblicando l’immagine simbolica di un grande punto interrogativo sui loro canali social e all’esterno dei locali, con la data di apertura dei vari club e l’indicazione del 2021 come possibile data di chiusura. Le sale che per anni hanno rappresentato importanti punti di ritrovo per appassionati sono ora chiuse da più di un anno, e il loro futuro è in bilico. Nell’ambito delle attività di spettacolo, i concerti e le manifestazioni musicali dal vivo rappresentano il primo settore in assoluto come volume d’affari (pari quasi a 1 miliardo di euro), il secondo settore (dopo il cinema) per numero di spettacoli (385.000) e numero di ingressi e presenze (53 milioni). [Osservatorio annuale SIAE 2019]


Per fare luce sulla profonda crisi che investe il settore, 130 live club italiani si sono riuniti virtualmente in un evento la sera di sabato 27 Febbraio, con l’iniziativa “L’ultimo concerto?”: cantanti e band sono rimasti in silenzio dai palchi di tutta Italia, durante quello che si pensava sarebbe stato un evento trasmesso in streaming, per manifestare solidarietà e supporto verso i lavoratori e le loro famiglie e attirare l’attenzione delle istituzioni. Il "vero" ultimo concerto per tutti si è svolto a inizio 2020, ora è il momento di mettersi al lavoro per poter organizzare il prossimo. Tra i numerosi artisti partecipanti: Diodato, Manuel Agnelli, Colapesce e Dimartino, Cosmo, Subsonica, Pinguini Tattici Nucleari, Roby Facchinetti. L’elenco completo dei locali e degli artisti coinvolti è consultabile sul sito web dell’iniziativa.





Ad oggi permane lo stop a ogni attività che possa creare assembramenti di persone: sale da concerto, teatri e club restano chiusi aspettando giorni migliori, quando stare vicino ad altre persone non farà più paura e gli spettacoli potranno ricominciare. Nel frattempo, la musica italiana riparte dal Festival di Sanremo, andato in onda senza pubblico, con la speranza di riaccendere i riflettori sul mondo dell’intrattenimento e incentivare la ripresa delle esibizioni dal vivo.


Articolo a cura di Francesca Fumagalli

Fonti consultate