Cosa può insegnarci ancora Buffy l'ammazzavampiri?

Ho impressi nella mente i miei primi ricordi di Buffy. Ricordo che quando ero piccola e d’estate capitava che dormissi da mia nonna, la mattina mi svegliavo e andavo a stendermi sul divano, accendevo la televisione e c’era sempre un episodio di Buffy. Quando ero poco più grande, durante le vacanze estive, la mattina mi svegliavo un po’ più tardi rispetto al solito ma ancora troppo presto per andare al mare, allora facevo colazione davanti alla televisione guardando… l’episodio di Buffy che FOX stava mandando in onda, ovviamente.

In questo modo ho rivisto la serie per intero forse due o tre volte, senza stancarmi mai. Sempre stregata, sempre come se fosse la prima volta. Ed è stato così anche in questi mesi in cui ho deciso di guardarla di nuovo.

Cos’è che mi piace così tanto di Buffy l’ammazzavampiri? Praticamente tutto: l’ambientazione; i perso­naggi; i demoni; le streghe; i vestiti, madonna quanto amo i vestiti! Vorrei l’intero guardaroba di Buffy e Willow delle prime tre stagioni.

Di Buffy adoro l’evoluzione: inizia con episodi incentrati su storie prettamente autoconclusive, e prosegue trasformandosi gradualmente in una serie più matura, complessa, fatta di scontri e crescite.


Buffy Summers diventa Cacciatrice all’età di quindici anni: è arguta, buona e coraggiosa; vorrebbe essere una ragazza come tutte le altre ma, al contempo, abbraccia il suo destino e il suo compito di Cacciatrice con forza e dedizione, senza mai sottrarsi alla generosità richiesta da questa sua natura.

Riguardando la serie qualche mese fa, una frase in particolare ha colto la mia attenzione. In una scena, Xander dice a Buffy: “Quando è notte fonda e sono da solo e ho paura, o sono completamente fuori di testa, penso sempre ‘che farebbe Buffy?’”

Ecco, ripensandoci io me lo sono sempre chiesta “che farebbe Buffy?” nei momenti di difficoltà. Me lo sono chiesta quando ero piccola e avevo paura; me lo sono chiesta ogni tanto quando ero più grande e, mentre camminavo sola per strada, pensavo a tutte le cose brutte che potevano succedermi e cercavo di ricordare: “Com’era quella mossa che Buffy faceva durante i combattimenti?”; me lo chiedo ancora adesso, grande e grossa come sono, quando mi sento insicura e ho paura di fallire, non so cosa devo fare e allora cerco di immaginare cosa farebbe Buffy.

Quindi, torniamo al titolo: cos’è che può insegnarci ancora Buffy? Oltre a come fare innamorare perdutamente i propri nemici mortali (Angel o Spike? Io, chiaramente, team Spike), che cosa può insegnarci?


Buffy può insegnarci il coraggio, la forza e la risolutezza senza, però, farci dimenticare quanto sono importanti le nostre paure. Nell’ultima stagione, arrivato il momento di combattere il Primo, il male assoluto e primordiale, Buffy diventa mentore delle potenziali Cacciatrici, sorvegliate dal Consiglio e dagli Osservatori perché una di loro, alla morte di Buffy, dovrà essere la nuova Cacciatrice: minacciate dall’esercito del Primo, che vuole annientare la stirpe delle Cacciatrici, le Potenziali vengono accolte, addestrate e incoraggiate da Buffy. In un momento di sconforto dovuto alla presa di coscienza che sconfiggere il Primo e i suoi adepti non sarà una missione facile e che, anzi, più probabilmente le avvicinerà alla morte, Buffy fa un discorso importante alle Potenziali Cacciatrici e ai suoi amici Xander, Willow, Anya, Dawn e Giles: “Lui vuole un’Apocalisse? Gliene daremo una. Chiunque voglia scappare lo faccia ora, perché siamo finalmente un esercito e siamo pronti alla guerra. Da adesso in poi non solo affronteremo le nostre paure, ma le tireremo fuori; noi le staneremo e mozzeremo loro la testa, una a una, finché il Primo non si mostrerà per ciò che è realmente e io lo ucciderò con le mie mani. A questo punto esiste solo una cosa che è più potente del male: quella cosa siamo noi.” Scusate, mi serve un momento per riprendermi perché devo piangere.


Ok, ci sono.

Buffy è la Cacciatrice, la Prescelta, una donna che, ancora bambina, ha dovuto affrontare demoni e battaglie; è morta due volte e due volte è tornata in vita; ha dovuto gestire la morte prematura della madre e prendersi cura di una sorella minore, che ha imparato col tempo ad amare; ha perso amici e amori. Ha perso tanto e ha affrontato tutto ma non si è mai dimenticata dell’importanza della paura. Buffy ha paura, a volte scappa, a volte si scoraggia, ma alla paura non cede, e quando cade non si lascia trascinare giù sul fondo della Bocca dell’Inferno, ma usa la voragine come trampolino di lancio per tornare a rialzarsi e cadere sempre in piedi.

Questa eroina bionda, ben vestita, ironica e brillante ci insegna il valore della sorellanza e della ribellione. Ebbene sì, Buffy - The Vampire Slayer, questo cult di fine anni Novanta, con i suoi mostri in costume un po’ trash, ci dà una lezione importante. Il potere della Cacciatrice è un potere originariamente dato dagli uomini a una sola donna; un potere primordiale assegnato a una Prescelta dal gruppo dei primi Osservatori; un potere dato con la forza e con la pretesa che una sola Prescelta possa proteggere il mondo sacrificando la sua vita, senza potersi opporre. Ad avere il potere è, infatti, solo una Cacciatrice per generazione, che tiene sulle spalle l’equilibrio del mondo fino alla sua morte, quando verrà rimpiazzata da una nuova Cacciatrice scelta tra le Potenziali.


Beh, a Buffy questa cosa non sta bene, e allora cambia le regole. Poco prima dell’ultima decisiva battaglia contro l’esercito del Male Primordiale, Buffy sceglie la sorellanza e la condivisione del potere: “Quindi ecco la parte dove potete scegliere: se poteste avere quel potere adesso? In ogni generazione nasce una Cacciatrice, perché un gruppo di uomini che sono morti migliaia di anni fa ha stabilito questa regola. Erano uomini potenti, ma questa donna [Willow] è più potente di tutti loro messi insieme. Allora cambiamo la regola. Io dico che il mio potere dovrebbe essere il nostro potere. Domani Willow userà l’essenza della falce per cambiare il nostro destino. D’ora in avanti, ogni ragazza nel mondo che potrebbe essere una Cacciatrice, sarà una Cacciatrice. Ogni ragazza che potrebbe avere il potere, avrà il potere, e se vorrà ribellarsi, lo potrà fare. Cacciatrici, tutte, fate la vostra scelta: siete pronte a essere potenti?”

Non sono più gli uomini a scegliere a chi dare al potere: è Buffy, la Cacciatrice, a scegliere di dividere il suo potere con tutte le potenziali Cacciatrici del mondo, dando loro anche la possibilità di ribellarsi a questo destino, di decidere per se stesse di non volerlo. Buffy condividerà il suo potere, sceglierà la sorellanza e darà alle cacciatrici la possibilità di essere potenti, ma sempre mettendo prima davanti il loro consenso.

Questo è il cuore e l’essenza di Buffy: “il mio potere dovrebbe essere il nostro potere”.


Un gioiello di forza, amore, dolore e coraggio, il regalo più bello che potessi ricevere da bambina: Buffy l’ammazzavampiri. Perdonate il sentimentalismo, ma adesso per caricarmi vado ad ascoltare la sigla iniziale, l’unica che non skippo mai.


Articolo a cura di Chiara Polimeni